L'ora del "silenzio"
- Fratelli d'Italia Sacile
- Jun 18, 2021
- 3 min read
È giugno. Le giornate si allungano e, all'allungarsi delle giornate, la vita si rianima nella nostra città e sulle isole che poggiano sulla Livenza.
Puntuale, come ogni estate, arrivano le solite polemiche sulla vituperata "movida" e, al risveglio della stagione calda e spensierata, si risveglia l'animale dormiente del comitato più amato e conosciuto dai sacilesi: "Accendi il silenzio".
Quest'anno l'appello (chiamiamolo così) del "Comitato del silenzio" fa ancora più rumore perché, dopo 8 mesi di vita interrotta e di socialità a mezzo servizio, in un inverno più cupo del solito e una primavera meno colorata che mai, lo stesso appello stride decisamente.
"E fai rumore" mi verrebbe da dire, citando una canzone. Perché la tempistica non è un un caso: siamo da meno di tre settimane in "zona bianca", alla vigilia della "Fiera primaverile" ed ecco che il Comitato parte con la sua solita richiesta del "diritto al riposo" che, grazie a questo timing, somiglia più che altro una minaccia, urlata come sempre tramite mezzo stampa.
Chi vi parla è un abituale frequentatore del centro della nostra città e per testimonianza diretta posso assicurarvi che in settimana (quando sarebbe più che comprensibile e accettabile un rispetto al riposo degli abitanti del centro storico) non vi è alcun rumore molesto e i locali alla vigilia della mezzanotte (se non prima) si avviano quasi tutti alla chiusura.
Se consideriamo invece il weekend, ovviamente il centro è più animato rispetto ai giorni feriali, anche fino ad orari tardo serali, ma non affollato di ragazzi rumorosi e ubriaconi, come la vulgata propinata vorrebbe far credere. Le nostre vie, invece, sono animate da famiglie, gruppi di amici di mezza età che trovano ospitalità tra i nostri apprezzati locali, cosa che dovrebbe riempirci tutti d'orgoglio. È possibile che nelle ore piccole qualcuno ecceda, ma è il singolo che eccede ed io non cambio opinione: la maleducazione del singolo che è da perseguire e punire, non può limitare la vita di un centro vivo e attrattivo come il nostro.
Perché dobbiamo uscire dallo scontro manicheo che spesso viene dipinto o che il comitato vorrebbe dipingere: nessuno nega il diritto al riposo, sacrosanto, ma questo deve necessariamente andare incontro alla vivacità di un centro cittadino come quello di Sacile. Nessuno vuole musica fino alle tre di notte (e nessun bar del centro è aperto fino a quell'ora), sì vuole invece garantire attrattività, vita e buon indotto economico al nostro cittadino, ovviamente nel rispetto del vissuto altrui.
A proposito di buon indotto economico. Ora veniamo alla proposta del comitato: spostare la "Movida" in periferia. Curiosa come proposta e ovviamente provocatoria, forse figlia dell'invito che viene sempre rivolto a questo comitato. Vediamo quale sarebbe le conseguenza di questa proposta: il centro ovviamente si svuoterebbe perché le attività del centro (esclusi negozi e caffetterie) hanno il loro maggior indotto alla sera e nella tarda serata, soprattutto d'estate. Possiamo spostare queste attività in periferia? No e, anche se potessimo, sarebbero immediatamente sostituite da attività della stessa natura.
Si potrebbe far vivere il centro cittadino anche durante il giorno o organizzare comunque eventi di richiamo nelle periferie? Certo, ma questo è un altro problema che prima o poi dovremo affrontare.
Tornando però al tema principale, i componenti di questo comitato dovrebbero finalmente capire che vivono in un centro cittadino e che vivere nel centro di una città (a meno che non postulassimo che Sacile sia un paese di campagna) ha molti vantaggi, ma anche qualche svantaggio, uno dei quali è il richiamo che ha il centro storico in orario serale e tardo serale.
Io non invito il "comitato" ad andare a "vivere in campagna", ma a ragionare, riflettere, perché nessuno nega a questi signori dei diritti, ma loro non sono i proprietari del centro storico che condividono con le attività che lo animano, vivificano e che condividono con la città stessa.
Ma questo non accadrà, perché i primi manichei sono loro: accordi non ne vogliono perché, quando più di dieci anni fa mi feci promotore della famosa raccolta firme che chiedeva più flessibilità al comune nelle deroghe, chiesi un accordo a mezzo stampa al comitato stesso che rispose sonoramente "picche".
La soluzione non può essere nemmeno quella di una posizione spuria da equilibrista che non indica una vera presa di posizione che invece deve essere seria, ragionata, ma precisa perché, nell'ora del silenzio, non c'è peggior sordo di chi non vuole ascoltare e di certo non si può cedere agli appelli minaccia.

Francesco Morabito
Presidente Fratelli d'Italia
Circolo di Sacile "Roberto Cao"
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